Tiroide

Tiroide e gravidanza

La tiroide è importante sempre quando si ha a che fare con una gravidanza:

  • prima di una gravidanzaun’alterata funzionalità tiroidea (sia ipotiroidismo che ipertiroidismo),ma anche una tiroidite autoimmune possono diminuire le possibilità di fecondare l’ovocita,ma anche di un corretto annidamento dell‘uovo fecondato sulla mucosa uterina ;
  • durante la gravidanzauna normale funzionalità tiroidea è fondamentale per una normale crescita del bambino .Un ipotiroidismo non adeguatamente curato può aumentare la possibilità di un aborto nei primi tre mesi di gravidanza, provocare la morte del bambino o indurre un parto prematuro.
  • dopo la gravidanzaè importante valutare subito la situazione tiroidea del bambino e,se necessario,attuare subito una terapia medica per evitare sintomi importanti che potrebbero incidere negativamente sullo sviluppo psicofisico del bambino. Altrettanto importante è nella mamma controllare periodicamente la funzionalità tiroidea,che a volte tende ad abbassarsi, e gli anticorpi anti-tg e anti-tpo,poiché spesso è dopo una gravidanza che si evidenzia una tiroidite autoimmune.

Le terapie che vengono utilizzate in Medicina Biologica per la tiroide non solo sono compatibili con una gravidanza ,ma sono in grado di favorirla e mantenerla al meglio. Lo stesso discorso vale per il periodo dell’allattamento.

Ipotiroidismo

E’ una carenza nel sangue di ormoni tiroidei (Ft4, ma anche Ft3), cui corrisponde un aumentato livello sierico basale di TSH e/o una risposta esagerata del TSH al TRH.

LE CAUSE PIU’ FREQUENTI DI IPOTIROIDISMO

  1. tireopatie autoimmuni (Tiroidite di Hashimoto, Malattia di Basedow-Flaiani-Graves, Tiroidite post-partum)
  2. iatrogenica (post-chirurgica, terapia con Iodio 131, terapia anti-tiroidea, terapia con sostanze contenenti iodio come l’amiodarone, terapia con farmaci antitiroidei come il litio)
  3. carenza iodica
  4. tiroidite subacuta.

I SINTOMI INIZIALI DELLA FORMA LIEVE

  • astenia
  • adinamia
  • rallentamento dei movimenti, dell’ideazione e dell’articolazione del linguaggio
  • diminuita tolleranza al freddo.

I SINTOMI CHE INSORGONO SUCCESSIVAMENTE NELLA FORMA GRAVE

  • alterazioni del sonno
  • alterazioni del ritmo dell’alvo e stipsi
  • alterazioni del ciclo mestruale, ridotta fertilità
  • anemia microcitica
  • cardiomegalia
  • sordità
  • debolezza muscolare, crampi
  • aumento di peso
  • depressione ed altre alterazioni del comportamento
  • pallore, volto edematoso
  • cute secca, fredda e spessa
  • capelli secchi, fragili, radi, perdita di capelli, alopecia
  • ciglia ridotte od assenti, sopracciglie rade nel terzo esterno
  • unghie fragili e striate.

LA DIAGNOSI

Si basa sulla diminuzione nel sangue di ormoni tiroidei (Ft4, ma anche Ft3), cui corrisponde un aumentato livello sierico basale di TSH e/o una risposta esagerata del TSH al TRH. 

La presenza di anticorpi anti-TG e anti-TPO indica una etiologia autoimmune. Il colesterolo totale e LDL sono aumentati, l’HDL è diminuito. Nel 10% dei Pazienti è aumentata la prolattina.

LA TERAPIA DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

E’ una terapia sostitutiva con ormoni tiroidei (Tirosint,Eutirox,Tiroide Ibsa,etc.). La Medicina tradizionale,quindi, in questo caso “mette a riposo” la ghiandola ed istituisce una terapia sostitutiva (si assumono cioè per bocca gli ormoni che la tiroide in condizioni normali avrebbe prodotto). Purtroppo però, maggiore sarà il tempo in cui metteremo a riposo la ghiandola, minori saranno le possibilità che riprenda poi a funzionare correttamente. Nel frattempo, l’azione degli anticorpi (su cui questo tipo di terapia non ha alcun effetto) distrugge gradualmente, ma inesorabilmente il tessuto tiroideo. Il risultato di queste due azioni (messa “a riposo” della tiroide + azione degli anticorpi) porta inevitabilmente all’ipotiroidismo, per cui il Paziente è costretto ad assumere ormoni tiroidei a vita. Ma non basta. L’organismo, in un periodo di tempo variabile, tende ad abituarsi al dosaggio assunto per cui diventa necessario aumentarlo continuamente.

La maggior parte dei Pazienti inizia assumendo 25 o 50 microgrammi e, nel giro di un anno o due, arriva a prendere 100 microgrammi e più. Arrivati però ad un determinato dosaggio, non è possibile aumentarlo ancora perché compaiono degli effetti collaterali che lo impediscono (tachicardia, nervosismo, insonnia, ipertensione, dolori muscolari diffusi, ecc.). Quindi, l’organismo richiederebbe una maggiore quantità di ormoni tiroidei, ma non è possibile soddisfare questa sua necessità. A questo punto ricompaiono i sintomi tipici dell’ipotiroidismo. Alla fine, il risultato della terapia sarà di avere un Paziente ipotiroideo, con i sintomi degli ipotiroidei, ma che è costretto ad assumere ormoni tiroidei a vita.

LA TERAPIA DELLA MEDICINA BIOLOGICA

Attraverso la Medicina Biologica,invece, purché residui un minimo di attività ghiandolare, è possibile riequilibrare la funzionalità tiroidea e curare il processo autoimmune causa della tiroidite.

Gli ormoni omeopatizzati come Tiroxina D6 o Triiodotironina D6 servono a stimolare la tiroide a produrre la quantità di ormoni necessaria all’organismo.

La Glandula thyreoidea suis è un potente stimolo alla normalizzazione funzionale della tiroide, mentre alcune interleuchine omeopatizzate hanno invece la funzione di modulare il processo autoimmune causa della tiroidite.

In questo modo si riesce spesso a stimolare la tiroide a riprendere a funzionare normalmente,evitando così di assumere una terapia sostitutiva a vita.

Tiroide autoimmune

La Tiroidite Autoimmune è un’infiammazione cronica della tiroide di origine autoimmune caratterizzata da:

  • insufficienza tiroidea di gravità variabile
  • presenza di autoanticorpi circolanti (anticorpi anti-TG e anti-TPO).

Hashimoto la descrisse per la prima volta nel 1912 in quattro donne in cui la tiroide era aumentata di dimensioni e trasformata in tessuto linfoide (struma linfomatoso).

Colpisce da 4 a 20 volte più frequentemente le donne rispetto agli uomini; la frequenza aumenta con l’età dai 20 ai 60 anni e rappresenta la principale causa di ipotiroidismo nelle aree con sufficiente apporto di iodio.

SINTOMI

La forma classica presenta sintomatologia variabile:

  • gozzo (aumento di volume della ghiandola) in genere di piccole dimensioni
  • senso di oppressione nella regione anteriore del collo
  • spesso, linfoadenopatia (infiammazione ed aumento di volume dei linfonodi) latero-cervicale
  • raramente, compressione tracheale e/o esofagea.

La tiroidite di Hashimoto può anche manifestarsi come tireotossicosi, ed in questo caso è detta Hashitossicosi. E’ caratterizzata da un quadro clinico di ipertiroidismo, dovuto alla comparsa in circolo di anticorpi stimolanti il recettore del TSH. E’ di breve durata, evolve in genere verso una remissione spontanea e con il tempo verso l’ipotiroidismo.

La diagnosi

Il sospetto clinico di Tiroidite di Hashimoto deve essere confermato da :

  1. elevati livelli circolanti di anticorpi anti-TPO (95% dei casi) e di anticorpi anti-TG (50-60% dei casi). La presenza contemporanea di elevati livelli di anticorpi anti-TPO e di ipotiroidismo subclinico è elemento fortemente predisponente per una successiva evoluzione verso un’ipotiroidismo conclamato.
  2. Determinazione di FT3,FT4,TSH. I Pazienti asintomatici presentano normali livelli di FT3,FT4,TSH ; quando evolvono verso l’ipotiroidismo diminuiscono i valori di FT3 e FT4 ed aumenta il valore del TSH .
  3. Ecografia tiroidea: evidenzia una tiroide di dimensioni aumentate (variante ipertrofica) o ridotte (variante atrofica), ma con un parenchima ghiandolare ipoecogeno e finemente disomogeneo.
  4. Esame citologico mediante agoaspirato guidato ecograficamente : viene eseguito qualora siano presenti noduli sospetti .
  5. Captazione del radioiodio con Iodio 123 o 131 e scintigrafia tiroidea : mostra quadri in genere non specifici. Viene effettuata in genere per differenziare la tiroidite di Hashimoto dalla Malattia di Basedow-Graves durante la fase tireotossica : nella tiroidite di Hashimoto si hanno bassi valori di captazione del radioisotopo.
  6. Dosaggio degli anticorpi tireostimolanti e anti-recettore del TSH: mostrano valori elevati in presenza di una fase transitoria di ipertiroidismo.

TERAPIA DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

Anche in questo caso si usa una terapia ormonale sostitutiva ( Eutirox, Tirosint,etc.).Alcuni Endocrinologi aspettano che il Paziente vada in ipotiroidismo,altri preferiscono cominciare subito la terapia visto che,in ogni caso il Paziente è comunque destinato all’ipotiroidismo.

Solo recentemente sono stati condotti studi utilizzando Selenio per valutarne l’effetto su: 

  • Variazioni del titolo di anticorpi circolanti di anti-TPO e anti-TG;
  • Quadro ecografico tiroideo
  • Funzione tiroidea e fabbisogno di levotiroxina.

Si è assistito a :

  • un significativo decremento degli anticorpi anti-TPO,tanto maggiore quanto più alto era il titolo anticorpale basale.
  • Riduzione dell’ipoecogenicità del tessuto tiroideo.

– Nessun effetto sulla funzionalità tiroidea.

Va inoltre ricordato (Harrison) che nella terapia della tiroidite di Hashimoto non vanno in alcun modo impiegati cortisonici con intento antiinfiammatorio non solo perché completamente inefficaci sull’evoluzione e sulla prognosi della malattia, ma anche perché dannosi per i loro effetti collaterali.

TERAPIA IN MEDICINA BIOLOGICA

Visto che gli aspetti caratterizzanti della tiroidite di Hashimoto sono l’ipofunzione e l’”infiammazione”,o meglio il “processo autoimmune” vediamo come con la Medicina Biologica è possibile incidere su di essi.

Si possono usare,in relazione alla situazione clinica del Paziente,diversi farmaci tra cui gli organoterapiciperchè riequilibrano globalmente la ghiandola ed hanno un effetto antiinfiammatorio aspecifico,le citochine omeopatizzate,poiché servono a modulare il sistema immunitario e ad abbassare gli anticorpi,gli ormoni omeopatizzati,se è necessario stimolare la tiroide a produrre i corrispondenti ormoni,l’oligoelemento iodio perché ha un’azione di nutrimento nei confronti della ghiandola,gli intermedi metabolici per sbloccare il metabolismo quando è “rallentato” dall’alterata funzionalità tiroidea,i drenanti perché servono a inattivare le tossine,soprattutto a livello del connettivo,e ad eliminarle attraverso gli emuntori fisiologici,rendendo l‘organismo più ricettivo nei confronti delle terapie mediche che attuiamo.Possono poi essere di grande aiuto alcuni integratori,che hanno un’azione di stimolo sulla funzionalità tiroidea e di modulazione sul sistema immunitario .

E’ fondamentale sempre,ma soprattutto nella terapia della tiroidite autoimmune,che l’intestino si trovi nelle condizioni ottimali:normale funzionalità intestinale e presenza di normale flora batterica che si evidenzia in feci di normale consistenza.Nell’intestino si trova gran parte del sistema immunitario: se l’intestino ha una funzionalità alterata o mostra segni di infiammazione,questa situazione di sofferenza tissutale si riflette sul sistema immunitario, inducendo un aumento degli anticorpi anti-TG e anti-TPO.

Il risultato della terapia medica in Medicina Biologica deve portare al ripristino (se alterata) della funzionalità tiroidea ed al ritorno degli anticorpi entro i valori normali.

Solo a questo punto si potrà dire che il Paziente è clinicamente guarito.

Coloro che curano la tiroidite autoimmune utilizzando la Medicina tradizionale sostengono che è una malattia cronica praticamente inguaribile,perché fino ad ora hanno utilizzato per la terapia solo gli ormoni tiroidei,che non hanno alcun effetto sul processo autoimmune causa della malattia.Se la malattia è davvero inguaribile e la terapia con gli ormoni tiroidei è l’unica soluzione possibile,perché coloro che utilizzano questa terapia hanno impiegato e continuano ad impiegare tante risorse per cercare di capire se davvero il selenio riesce ad abbassare gli anticorpi nella tiroidite autoimmune?

Ipertiroidismo

L’IPERMETABOLISMO TESSUTALE O TIREOTOSSICOSI è un eccesso di ormoni tiroidei nel sangue,indipendentemente dalla causa, l’IPERTIROIDISMO è quella situazione clinica in cui la tireotossicosi è dovuta ad iperfunzione tiroidea.

LE FORME PIU’ FREQUENTI DI TIREOTOSSICOSI CON IPERTIROIDISMO (più del 95%) sono:

  • Gozzo Tossico diffuso o malattia di Basedow-Flaiani-Graves
  • Gozzo tossico nodulare
  • Nodulo autonomo.

La Malattia di Basedow-Flaiani-Graves è una malattia autoimmune organo-specifica (che cioè colpisce un organo particolare,la tiroide) caratterizzata clinicamente da ipertiroidismo, gozzo diffuso, alterazioni oculari ed aumento di tutto il metabolismo.

Il gozzo tossico nodulare è un gozzo nodulare in cui l’aumento della produzione di ormoni tiroidei è dovuta a uno o più noduli presenti nel gozzo.

Il nodulo autonomo veniva in passato detto caldo per la capacità di concentrare lo iodio radioattivo, oggi si distingue in tossico se dà sintomatologia clinica di tireotossicosi, pretossico se è assente la sintomatologia, ma sono presenti Ft3 e Ft4 alti e TSH basso.

I SINTOMI FONDAMENTALI DELL’IPERTIROIDISMO

  • CERVELLO-nervosismo,eccitabilità,aggressività
  • OCCHI-sguardo fisso,occhi sporgenti
  • PELLE-calda e sudata,sensazione di avere sempre caldo,sudorazione aumentata
  • CUORE-palpitazioni,tachicardia,aumento della frequenza cardiaca
  • INTESTINO-diarrea,il transito intestinale è più veloce
  • MUSCOLI-stanchezza muscolare,perché le fibre si contraggono più velocemente
  • PESO- si dimagrisce,soprattutto a carico della massa magra;le calorie vengono bruciate più velocemente,anche se l’appetito aumenta
  • MESTRUAZIONI-brevi e scarse,spesso tendono a saltare
  • VITA SESSUALE-possibile calo del desiderio

LA DIAGNOSI

DiagnosI: FT3,FT4,TSH, Anticorpi anti-recettore del TSH,Anticorpi anti-TG e anti-TPO,Ecografia,Scintigrafia tiroidea,Fosfatasi alcalina,MOC,ECG.

LA TERAPIA DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

  • TERAPIA MEDICA : viene utilizzata nel bambino e nell’adulto,nella donna se ha un’età inferiore ai 40 anni. I farmaci che si usano sono metimazolo e propiltiouracile,con azione specifica di inibizione della funzionalità tiroidea, il propanololo o altro beta bloccante,che serve a diminuire la frequenza cardiaca,il selenio,che migliora il quadro oculare e la qualità della vita e rallenta la progressione della malattia.
  • TERAPIA CHIRURGICA (tiroidectomia totale): è da preferire se sono presenti sintomi da compressione/ostruzione,se c’è allergia ai farmaci utilizzati normalmente nell‘ipertiroidismo,se questi farmaci si dimostrano inefficaci,se c’è sospetto di neoplasie.
  • TERAPIA RADIANTE CON I 131 : è da utilizzare nell’adulto superiore ai 40 anni,in presenza di continue recidive,se è presente un nodulo autonomo,se coesiste una malattia grave concomitante.

LA TERAPIA DELLA MEDICINA BIOLOGICA

C‘è certamente una maggiore attenzione a mantenere la ghiandola il più a lungo possibile, sacrificandola solo quando non vi siano davvero altre possibilità.

Qualora si decida di effettuare una Terapia medica,possono essere utilizzati gli organoterapici per riequilibrare la funzione ghiandolare,lo iodio come sostanza trofica della tiroide e per inibirne l’iperfunzione,le citochine omeopatizzate per modulare il sistema immunitario e riportare gli anticorpi anti-TG e anti-TPO alla normalità.Farmaci specifici servono poi a normalizzare la frequenza cardiaca accelerata ed il metabolismo alterato.

N.B. Questo tipo di terapia può essere da sola o associata,quando necessario, a metimazolo o propiltiouracile per diminuine il dosaggio giornaliero ed i possibili effetti collaterali ad esso collegati.

Qui di seguito la tiroide di una Paziente ipertiroidea

Giuseppe Flajani(1741-1808) fu medico di papa Pio VI,fu il primo medico a mettere in relazione la tachicardia con alcuni tipi di gozzo,fornendo una prima incompleta descrizione del Morbo di Basedow,che infatti è più propriamente detto di Flajani-Basedow-Graves.E’ sepolto a Roma,nella chiesa di S.Maria in via Lata,oggi via del Corso.

Il gozzo o struma

Il gozzo è un aumento di volume della tiroide non dovuto a processi flogistici o neoplastici.

E’ la manifestazione clinica più evidente della carenza di iodio, è più frequente nel sesso femminile, nella pubertà ed in gravidanza. Spesso non presenta una sintomatologia evidente.

I SINTOMI PIU’ EVIDENTI

  • tumefazione tiroidea causata dalla iperplasia-ipertrofia della ghiandola per stimolazione continua del TSH dovuta alla ridotta sintesi degli ormoni tiroidei
  • danno estetico dovuto all’aumento di volume della ghiandola
  • sintomi da compressione con gli organi vicini: dispnea per compressione della trachea, disfagia per compressione dell’esofago, etc.
  • formazione di noduli.

Generalmente in presenza di gozzo la funzionalità tiroidea è normale; talvolta tuttavia, proprio per la carenza cronica di iodio, si ha ipotiroidismo: frequentemente evolve verso la formazione di noduli che, col trascorrere del tempo, tendono ad aumentare di numero e dimensioni. Quando il gozzo è causato da un gozzo multinodulare tossico o da un adenoma tossico, può provocare un ipertiroidismo, che in genere si manifesta tardivamente, in Pazienti soprattutto anziani, prevalentemente con sintomi cardiovascolari.

DAL PUNTO DI VISTA ANATOMO-PATOLOGICO può essere diffuso, se la ghiandola è aumentata in toto e nodulare, se l’aumento è circoscritto.

DAL PUNTO DI VISTA FUNZIONALE si differenzia in gozzo semplice (eutiroidismo) e tossico (ipertiroidismo).

La diagnosi

LA DIAGNOSI si basa su:

  • Dosaggio degli ormoni tiroidei (FT3, FT4, TSH, Tireoglobulina) e dosaggio della ioduria, che consente di valutare se l’apporto alimentare di iodio è sufficiente per l‘organismo;
  • Ecografia tiroidea con ecocolordoppler,che serve a valutare dimensioni del gozzo e dei noduli, ecogenicità,ecostruttura,vascolarizzazione;
  • Scintigrafia tiroidea,che permette di distinguere i noduli freddi ipocaptanti,i noduli caldi ipercaptanti, i noduli normocaptanti;
  • Esame citologico da agoaspirato tiroideo: consente di valutare la struttura dei noduli presenti e la loro natura;
  • Esame radiologico del collo : per valutare l’estensione endotoracica (gozzo immerso), le possibili compressioni e deviazioni di trachea e esofago, le eventuali calcificazioni tiroidee;
  • TAC e RM : permettono la valutazione dell’estensione retrosternale e mediastinica del gozzo endotoracico e dei suoi rapporti con le strutture circostanti.

LA TERAPIA DELLA MEDICINA BIOLOGICA

Utilizza farmaci in grado di stimolare l’organismo a reagire in modo specifico nei confronti di malattie come il gozzo semplice (aumento di volume della ghiandola tiroidea),nodulare o multinodulare (aumento di volume della ghiandola e presenza di uno o più noduli) con l’intento di ridurre le dimensioni di ghiandola e noduli.

Si usano gli organoterapici perchè riequilibrano globalmente la ghiandola ed hanno un effetto antiinfiammatorio aspecifico,la spongia e l’oligoelemento iodio perché hanno un’azione di nutrimento nei confronti della ghiandola aiutando a ridurne le dimensioni,i nosodi perché stimolano l’organismo a reagire nei confronti della malattia favorendo il riassorbimento dei noduli.

I risultati delle terapie effettuate vengono valutati attraverso le analisi di laboratorio e l’ecografia utilizzate per effettuare la diagnosiSe consideriamo poi che queste terapie non danno in genere effetti collaterali e che devono essere seguite solo per un periodo di tempo definito in relazione alla risposta individuale, possiamo comprendere come l’Omotossicologia nelle malattie della tiroide rappresenti un’alternativa davvero vincente a tutto vantaggio dei Pazienti.

Naturalmente, ogni Paziente rappresenta un unicum del tutto particolare, che richiede quindi una terapia diversa in relazione ai suoi problemi specifici.